mercoledì 28 novembre 2012

CV


Per l’anagrafe sono “Alessandro” ma per quasi tutti gli altri sono “Sandro”; nato a Bologna il 24 maggio 1950 e laureato in economia e commercio presso l’università di Perugia.  Sono coniugato con Carlotta Angela Salzone e padre di Tommaso, attualmente libero professionista nel campo del web. Ho raggiunto il traguardo della pensione dopo aver lavorato nella Cassa di risparmio di Perugia (nonché in quelle che sono state le sue varie evoluzioni societarie) ed aver svolto per molto tempo attività sindacale, riuscendo addirittura (dopo anni di tentativi infruttuosi da parte di altri) a fondare la RAS della CGIL, diventandone segretario ed attirandomi forse delle antipatie. Ho ottenuto un’unica promozione (a capoufficio), guarda caso arrivata al termine di una causa legale da me intentata nei confronti dell’azienda in quanto ritenevo che le mansioni da me svolte dovessero comportare un inquadramento superiore. Ho svolto attività sportiva a livello agonistico dai 15 ai 45 anni vincendo coppe e medaglie; poi l’artrosi cervicale mi ha fatto desistere. Sono profondamente appassionato di cinema e musica nonché sostenitore di AIDO ed Amnesty. Mi piacciono poesia e fotografia. Viaggiare (compatibilmente con le possibilità economiche) rappresenta sempre un arricchimento interiore. Ho scritto un libro: “Per un mondo migliore. Utopia?”. Sono autore di un lavoro abbastanza approfondito sugli inceneritori, dal titolo"Inceneritori. I motivi del no", lavoro che non ha alcuna affermazione priva del relativo riscontro. Mi sono sempre chiesto che cosa significhi essere “di sinistra” ma non sono mai riuscito a darmi una risposta esatta; forse vuol dire “cercare di fare in modo che chi è povero non debba finire per morire di fame e che chi è ricco non debba finire per morire di indigestione”.  Mi considero fortunato perché non ho conosciuto né la guerra né la fame; credo che la Cultura sia un valore  e offra pure la possibilità di sfamare molte bocche. Esistono però molti “politici” che non la vedono di buon occhio perché è molto più facile dominare un popolo incolto e “ignorante” (nel senso etimologico della parola). Sarei orgoglioso di rappresentare qualcuno che vorrebbe eliminare l’obbligo di indossare giacca e cravatta per poter accedere al Parlamento, cominciando così a dare maggiore importanza alla sostanza rispetto alla forma (un farabutto rimane tale anche se lo vesti in giacca e cravatta). 

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