Per l’anagrafe sono “Alessandro”
ma per quasi tutti gli altri sono “Sandro”; nato a Bologna il 24 maggio 1950 e
laureato in economia e commercio presso l’università di Perugia. Sono coniugato con Carlotta Angela Salzone e
padre di Tommaso, attualmente libero professionista nel campo del web. Ho
raggiunto il traguardo della pensione dopo aver lavorato nella Cassa di
risparmio di Perugia (nonché in quelle che sono state le sue varie evoluzioni
societarie) ed aver svolto per molto tempo attività sindacale, riuscendo
addirittura (dopo anni di tentativi infruttuosi da parte di altri) a fondare la
RAS della CGIL, diventandone segretario ed attirandomi forse delle antipatie.
Ho ottenuto un’unica promozione (a capoufficio), guarda caso arrivata al termine
di una causa legale da me intentata nei confronti dell’azienda in quanto
ritenevo che le mansioni da me svolte dovessero comportare un inquadramento
superiore. Ho svolto attività sportiva a livello agonistico dai 15 ai 45 anni
vincendo coppe e medaglie; poi l’artrosi cervicale mi ha fatto desistere. Sono
profondamente appassionato di cinema e musica nonché sostenitore di AIDO ed
Amnesty. Mi piacciono poesia e fotografia. Viaggiare (compatibilmente con le
possibilità economiche) rappresenta sempre un arricchimento interiore. Ho
scritto un libro: “Per un mondo migliore. Utopia?”. Sono autore di un lavoro abbastanza approfondito sugli inceneritori, dal titolo"Inceneritori. I motivi del no", lavoro che non ha alcuna affermazione priva del relativo riscontro. Mi sono sempre chiesto che
cosa significhi essere “di sinistra” ma non sono mai riuscito a darmi una
risposta esatta; forse vuol dire “cercare di fare in modo che chi è povero non
debba finire per morire di fame e che chi è ricco non debba finire per morire
di indigestione”. Mi considero fortunato
perché non ho conosciuto né la guerra né la fame; credo che la Cultura sia un
valore e offra pure la possibilità di
sfamare molte bocche. Esistono però molti “politici” che non la vedono di buon
occhio perché è molto più facile dominare un popolo incolto e “ignorante” (nel
senso etimologico della parola). Sarei orgoglioso di rappresentare qualcuno che
vorrebbe eliminare l’obbligo di indossare giacca e cravatta per poter accedere
al Parlamento, cominciando così a dare maggiore importanza alla sostanza
rispetto alla forma (un farabutto rimane tale anche se lo vesti in giacca e
cravatta).
mercoledì 28 novembre 2012
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