Costituzione, art. 40: "Il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano"; ciò significa che tale diritto è espressamente riconosciuto dalla nostra Carta costituzionale, la quale ne subordina però il suo esercizio alle leggi che lo regolano o forse, per meglio dire, che lo dovrebbero regolare. Sarò forse il solito bastian contrario, ma mi permetto sia di essere contro chi, da sinistra, vorrebbe forse continuare a concedere a sigle sindacali che contano pochissimi iscritti di arrestare il traffico aereo italiano (e qui ho la sensazione che qualcuno dovrebbe chiedersi che cos'è la rappresentatività sindacale e se sia stato fatto tutto ciò che era possibile per regolarla nel migliore dei modi). Ricordo anche con un senso di immensa incazzatura lo sciopero degli autotrasportatori che, mettendo pochi camion di traverso sulle autostrade senza che nessuno provvedesse a rimuoverli, hanno bloccato per giorni l'Italia con conseguenze gravissime anche sul piano economico. Ricordo anche il '68, quando avevo 18 anni e partecipavo agli scioperi ma contestavo chi voleva impedire agli altri di entrare a fare lezione perchè sentivo che il mio sacrosanto diritto di sciopero finiva dove iniziava l'altrui diritto a voler frequentare le lezioni per cui pagava le tasse. Come ricordo pure, durante tanti anni di banca, l'enorme quantità di ferie e di malattie nei giorni di sciopero. Ma sono anche contro chi, da destra, vorrebbe svuotare di ogni contenuto pratico il diritto di sciopero, introducendo la fantomatica figura dello sciopero "virtuale". Possibile che, tra tutti, non si riesca a fare niente di meglio?
giovedì 26 febbraio 2009
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