sabato 21 febbraio 2009

Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano

Un bel film è come una donna che ti ama: non c'è bisogno che sia tu a chiederle qualcosa, è lei che te lo offre spontaneamente. E questo film è proprio come una donna che ti ama e ti affascina con una sequenza mozzafiato di personaggi secondari appena sbozzati ma ugualmente credibili e tratteggiati con cura e maestria. Dolcissima pellicola, che ci permette di essere apprezzata snodandosi senza frenesie, ulteriormente impreziosita dalla presenza di Omar Sharif, che ha sicuramente preso dai migliori vini in circolazione: bisogna goderseli con calma. Non solo: più invecchiano e più migliorano e si affinano. Quasi filosofica, infine, quella che mi è sembrata la frase più significativa del lavoro: "Ciò che dai è tuo per sempre, ciò che tieni è perduto per sempre". Forse c'è un collegamento o forse no, ma queste parole mi hanno riportato alla mente quelle di un altro film, "Sacco e Vanzetti" e, con maggior precisione, alcune di quelle che Sacco scrive al figlio: "Ricorda figlio mio, i giochi non tenerli tutti per te". Buona visione.

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